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AEROSPAZIO, TERRA E ORA IL MARE DECOLLANO I SISTEMI DI NOVAEKA

All’azienda di Padova il premio «100 eccellenze italiane»

PADOVA Terra, aria, spazio e acqua. Novaeka, realtà di Padova specializzata in tecnologie per la realizzazione e la gestione di sistemi operativi in ambienti estremi, ha ricevuto a Montecitorio il premio «100 Eccellenze italiane» per le sue «competenze tecniche e per la capacità di integrazione con le aziende e le nostre istituzioni», unica tra quelle riconosciute per le capacità maturate, in particolare, nei test dei motori a razzo. Un know-how sviluppato negli anni in un proprio sito a Perdasdefogu, in Sardegna, e che potrebbe presto essere replicato anche negli Usa, data la crescente clientela di privati attivi nel posiziona mento in orbita di satelliti. «Siamo in attesa di conferme – premette l’Ad, Marino Moro– ma se decolla il mercato americano, Novaeka, che ora esprime un fatturato di 3 milioni, diventerà un’altra cosa». Undici dipendenti, destinati a crescere di altre tre unità, un indotto di una trentina di persone dislocate anche a Houston (Usa) e Monaco di Baviera (Germania), tra gli impegni attuali dell’azienda padovana vi è la realizzazione di una particolare valvola per l’aerazione di una stazione orbitante americana. A questo, oltre alle soluzioni per l’aeronautica e l’ambiente spaziale, si va rinforzando un ulteriore promettente asset che è quello delle tecnologie sottomarine. Un ritorno alle origini, dato che è nelle applicazioni subacquee che Novaeka ha mosso i primi passi, con nodi di comunicazione a 300 metri di profondità e droni per la manutenzione e il monitoraggio di condutture di gas e altri combustibili. «I nodi di comunicazione spiega ancora Moro – sono dei cilindri collocati a precise distanze reciproche i quali, scambiandosi dati, consentono le comunicazioni a grandi profondità, dove, cioè, le comuni reti via etere non arrivano. E tutto ciò, chiaramente – prosegue – non può non avere un enorme importanza quando si parla di difesa, settore in crescita esponenziale». In generale, nel fatturato complessivo i sistemi di terra oggi valgono il 70%, quelli aero spaziali il 20% e l’underwater il 10%, ma sono percentuali che presto potrebbero modificarsi. «Il nostro disegno – chiude l’Ad– è avere dei domini di competenza su mare, terra e spazio per rispondere alle esigenze dello “Space and blu”, ovvero la frontiera di occupazione che vede un contatto diretto tra le profondità del mare e le distanze oltre l’atmosfera».

 

Articolo di Gianni Favero, Corriere del Veneto Domenica 7 Dicembre 2025

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